| Hotels: | Ascot | Chiostro | Continental | Del Parco | Franciacorta Golf | Le Terrazze | Nuovo | Salera | Sebino | Ulivi | Residences: | Planet |
|
LA STORIA DEI NAVIGLI Il Naviglio Grande fu il primo di una grande e complessa rete fluviale costruita a partire dal 12º secolo in Lombardia, inizialmente allo scopo di irrigare i campi. In realtà il suo maggiore successo deriverà dalla navigazione per il trasporto di merci povere o pesanti. È un´immagine familiare quella del Naviglio con i barconi (chiamati cobbie) ormeggiati alla Darsena, trasportati dalla corrente, oppure trainati da cavalli o da uomini imbragati con spesse funi lungo il tratto dell´Alzaia, chiamata così proprio per le sue funzioni di "tiraggio" dei barconi da Milano verso l´imboccatura del fiume principale, il Ticino. Data particolarmente significativa per la storia del Naviglio Grande fu il 15 marzo del 1386 quando il Conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti pose la prima pietra del Duomo di Milano. La data è importante perché con la costruzione del Duomo non solo il Naviglio Grande si affermò come la prima e più preziosa via di comunicazione di Milano, ma dimostrò anche che il trasporto sull´acqua poteva moltiplicarsi e costruire una rete di idrovie al servizio di tutta la regione. Il sistema idroviario si allargò e si completò, grazie anche ai progressi dell´ingegneria, a tal punto che si comincerà a parlare non soltanto del Naviglio Grande ma dei Navigli. Guerre, pestilenze, terremoti, carestie, governi stranieri ed molte altre sventure alternarono momenti di attività a lunghe soste, incuria e degrado. Fu sotto il dominio austriaco, nel corso dell´Ottocento, che la storia dei Navigli toccò il suo punto più alto. Il Naviglio Grande aveva una lunghezza di quasi 50 chilometri che aggiunti ai 101 degli altri Navigli e agli 81 dei tratti fluviali navigabili andavano a formare un sistema con uno sviluppo totale di 232 chilometri. Il volume dei traffici era considerevole. Arrivavano a Milano sabbia, laterizi, pietre da taglio, legna, carbone, generi alimentari, sale, metalli; partivano invece tessuti, manufatti, stoviglie, letami e ceneri. Anche durante la seconda guerra mondiale i Navigli registrarono un nuovo incremento dei traffici: l´aviazione degli alleati colpì le normali vie di comunicazione terrestri, e la navigazione fluviale si presentava, seppur in piccola parte, come una alternativa per movimenti di merci. Negli anni immediatamente successivi al conflitto, dopo che la città fu in parte distrutta dai bombardamenti anglo-americani, il Naviglio risorse con prepotente vitalità: nel 1953 la Darsena di Porta Ticinese era ancora al tredicesimo posto nella classifica dei porti nazionali per ricevimento merci. Ma si trattava delle ultime luci di un tramonto che non avrebbe più visto un nuovo giorno. Il costo delle merci trasportate sui Navigli infatti era ormai molto alto. Venerdì 30 marzo 1979, l´ultimo barcone ormeggia alla Darsena, scaricando l´ultimo carico di sabbia, e sui Navigli solo l´acqua continuerà a scorrere, ma solo per irrigare i campi, come era nelle prime intenzioni. |
|